Se nulla è come sembra….

Ultimi giorni di luglio 1972. La congiuntura era di quelle complicate. A inizio anno, la scoperta dei depositi di armi ad Aurisina, sull’altopiano carsico. In febbraio tre attentati, a depositi petroliferi e raffinerie ad Ommen e Ravenstein e Amburgo, che passarono sotto silenzio in Italia, ma che si sarebbero poi rivelati seminali per la storia del sabotaggio alla tank farm di Trieste. A fine maggio poi due sanguinose stragi, quella all’aeroporto di Lod, 26 morti, opera dei giapponesi dell’Armata Rossa alleati con il Fronte di Liberazione della Palestina, e quella di Peteano, Trieste dietro l’angolo, tre carabinieri dilaniati da una bomba nascosta in una Fiat 500. Il 27 e il 31 di quel mese. La bomba a Piazza fontana era scoppiata quasi tre anni prima, poco dopo il fallito (?) attentato esplosivo alla scuola slovena di San Giovanni, rione di Trieste. Gli autori, chiarì l’inchiesta, facevano capo a quei circoli di estrema destra veneti con diramazioni triestine, che si facevano capo a Franco Freda, nazionalsocialista evoliano, editore, incriminato proprio per Piazza Fontana. Due mesi passarono, e poco prima della notte del 4 agosto, quandoa Trieste agì il commando palestinese, apparve sui muri di Trieste questo volantino.Volantino0002 edit

I sospetti su un appoggio logistico dei neofascisti all’azione palestinese, – ma considerando il NASCO scoperto ad Aurisina, non si possono escludere settori deviati dello Stato – permane tutt’ora. L’indagine del giudice istruttore Sergio Serbo inseguì testardamente la pista francese, accennò a perseguire quella italiana, apparentemente non percorse quella neofascista. Eppure di suggestioni ce n’erano: oltre al volantino, il reperimento dell’esplosivo in Veneto (così almeno dice l’indagine), le “teste pensanti” dell’eversione nera che gravitavano nel Nordest. Ne “Il grande fuoco” ho cercato di ripercorrere i fili di queste piste, e di dipanare intricate matasse, ma i dubbi su chi furono i fiancheggiatori, su chi escludere e chi includere, rimangono. Freda, con la sua casa editrice AR, avrebbe pubblicato nel 1974 il libercolo “Gheddafi templare di Allah”. Sembrava una fine. Era solo l’inizio.

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2 pensieri su “Se nulla è come sembra….

    • Your statements about the death of all the protagonist of the 1972 Trieste sabotage are very interesting. I have no certainty about that. Some of them (Jurilli, Kadem) were joung at that time, and not very old now. And not all or them were identified… Thank you if you have more information about that.

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