Sedici anni in meno

Non ci volle molto. Erano passati neanche due anni dalla sentenza di primo grado, quando Marie Therese Lefebvre, Dominique Jurilli e Chaban Kadem erano stati condannati dal Tribunale di Trieste a 22 anni per tentata strage. Ovviemente la cortina della Francia, che dai tempi di Pompidou e forse già di De Gaulle, aveva in pieni un accordo segreto con i palestinesi, teneva, e non ci fu neppure un attimo in cui i tre condannati per l’attentato al deposito costiero dell’oleodotto di Trieste avessero rischiato l’estradizione in Italia. Ma bisognava fare di più, e poi anche l’Italia aveva in piedi l’accordo, ora chiamato Lodo Moro. Anzi sussurrato, dato che ancora oggi se ne parla con circospezione, e ancora oggi c’è qualcuno che ne nega l’esistenza, nonostante gli stessi palestinesi, ai tempi del pasticcio dei missili di Ortona, ne rivendicarono l’esistenza. E di più si fece, anzi si strafece. Era la primavera 1979 quando il processo di appello cancellò tutto, o quasi. Niente rischio di disastro, niente rischio di strage. Il commando, utilizzando 30 chilogrammi di plastico, ma cosa vuoi che sia, aveva solamente applicato un fuocherello multiplo. Che non mise mai in pericolo le zona circostanti, figuriamoci Trieste, che non rischiò nulla. Derubricazione quindi dell’imputazione da concorso in strage aggravata a incendio doloso aggravato. E pena diminuita da 22 anni a 6. Gli esiti del processo di appello non fecero né clamore né notizia. E tutto scivolò nel silenzio. Mentre i palestinesi, almeno certi loro gruppi come il FPLP misero da parte Settembre Nero e le volonterose pasionarie francesi (come trascorsero il resto della loro vita?) e si affidarono a gente ben più scafata, come i tedeschi delle Cellule rivoluzionarie (chiedetevi perché nessuno li conosce, mentre quelli della RAF sono nella Storia) e Carlos lo sciacallo. Tutto nel silenzio, in Italia. Era cambiato il vento, c’erano altre urgenze. L’eversione per la comune opinione era ben altro, ben polarizzato e riconoscibile: Brigate Rosse e Prima Linea da una parte, i circoli atlantici di Gladio e della P2. E così per anni, prima per il Lodo, poi per interessi economici (vedi petrolio) rimase nben nascosto nel cassetto il fattore palestinese. Loro combattevano per riavere la loro terra, e magari avevano anche ragione. Ma c’erano. E non sempre fecero la cosa giusta

.Sentenza primo grado1Sentenza primo grado  Sentenza secondo grado

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