Il confronto grottesco: le due Dominique e la riga in mezzo

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Il confronto all’americana fra Marie Therese Lefebvre e Dominique Iurilli. Uno degli episodi più grotteschi dell’indagine francese sull’attentato all’oleodotto di Trieste. Siamo nel febbraio 1974, un anno e mezzo dopo l’attentato. Le due donne erano state ripetutamente interrogate un anno prima, la Lefebvre anche come sospettata di aver partecipato all’omicidio del giornalista siriano Khannou Khor, dopo la confessione di Lamri Bouadiche, la Iurilli, assieme a Lefevbre, aigli attentati del febbraio 1972 a Ommen e Ravenstein.  Poi erano state liberate, erano letteralmente sparite dalla circolazione, di interrogatori diretti da parte del giudice istruttore di Trieste neanche parlarne, poi eccole ripalesarsi l’inverno dopo, per un confronto che a un qualsiasi giudice sarebbe parso normale organizzare 12 mesi prima. Da queste due pagine e mezzo di verbale inviate da Parigi a Trieste, tre anni prima della sentenza di primo grado, si capisce che da Parigi gli investigatori italiani avrebbero tratto solo cortine fumogene. Il verbale tradotto, che vi proponiamo qui sopra in versione originale, illustrano chiaramente la non volontà di arrivare a uno straccio di verità. Enormi le contraddizioni in cui cadono le due donne, che fanno finta di non conoscersi, nonostante entrambe avessero dichiarato di conoscere Mohamed Boudia, deceduto il giugno prima. “E’ con il nome di Dominique Iurilli che Boudia mi ha presentato  la ragazza che in seguito ha compiuto il viaggio con me da Parigi a Venezia e che ha alloggiato con me in quest’ultima città. Sicché, lo ripeto, non si tratta della ragazza qui presente”.

La Levebvre insomma ha conosciuto due Dominique Iurilli, entrambe amiche di Mohamed Boudia, che però non sono la stessa persona. Una bugia fragorosa, da naso lungo un metro. Eppure, i francesi abbozzano, fanno mettere le firme sotto al documento, e tanti saluti a tutti Di Marie Therese Lefebvre e Dominique Iurilli non si sentirà più parlare, sino al processo di Trieste del dicembre 1977, cui ovviamente non saranno presenti. Incassando i 22 anni di condanna, poi ridotti a sei. Ovviamente l’episodio trova esteso approfondimento e contestualizzazione nel libro “Il Grande fuoco” (Due estranee a Venezia, pag.93)

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