Ma cosa accadde davvero a Bologna?

E’ uscito nel luglio scorso, e ha già scatenato un putiferio. Si è messo subito d’impegno il parlamentare pd Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione delle vittime della strage di Bologna, che ha minacciato il giudice Rosario Priore del reato di depistaggio, creando quindi il primo polverone. Parliamo del libro “I segreti di Bologna”, edizioni Chiarelettere. Autori il giudice Priore,  istruttore di alcune fra le più importanti inchieste giudiziarie degli ultimi 40 anni, dalla prima strage di Fiumicino ai processi sull’omicidio Moro (I -IV), dalla strage di Ustica all’attentato al Papa, e Valerio Cutonilli, avvocato romano che sulla storia recente d’Italia ha già scritto due libri, fra cui uno su Bologna.

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Su Bologna, strage con tre colpevoli in giudicato (Fioravanti, Mambro e Ciavardini, peraltro ora liberi) e nessun mandante, inquinata dai depistaggi e ingessata dal teorema intoccabile “strage fascista”, il fronte era stato aperto dal consulente in Commissione d’inchiesta Mitrokhin Gian Paolo Pelizzaro, che in un lavoro minuziosissimo portato avanti assieme al magistrato Lorenzo Matassa (cfr. su questo blog “Trentacinque anni dopo: i sentieri che si biforcano e la relazione libanese”, 2 agosto 2015) aveva ipotizzato che l’attentato fosse stato invece organizzato dal terrorista Carlos per conto dei palestinesi del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

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